“Per non chiudere per sempre”

26 Ott 2020 - Comunicati Stampa

Il Presidente Sartini e tutto il Consiglio Direttivo tengono, innanzitutto, a precisare che quanto comunicato da Riccardo Vannucci (Federalberghi) non è stato né concordato né tantomeno condiviso con USOT.

USOT, inoltre, ha fatto pervenire nella giornata di domenica 25 ottobre ad ogni Segreteria di Stato le proprie considerazioni ed indicazioni in merito al nuovo Decreto Legge a cui sta lavorando il Governo e che dovrebbe essere emanato a breve.

In Italia ed in generale in tutta Europa si stia assistendo, da un paio di settimane a questa parte, ad un costante aumento dei contagi giornalieri da COVID19. Il nostro Paese non ne è estraneo, ovviamente.

Riteniamo che le attività del Settore Turistico e Commerciale Turistico, pesantemente provati da questi 8 mesi economicamente drammatici non possano sopportare provvedimenti impattanti come quelli previsti dal DCPM italiano emanato oggi. Riproporre pedissequamente nel nostro Paese quanto previsto ora in Italia decreterebbe la chiusura della maggior parte delle nostre attività con pesantissime ripercussioni anche in termini occupazionali.

Non è secondario evidenziare, inoltre, che la vicina Italia sta già predisponendo interventi a FONDO PERDUTO per quelle aziende che verranno ulteriormente colpite dalle pesanti misure restrittive messe in campo dal Governo Conte.

Da subito, 8 mesi fa, abbiamo evidenziato che la conseguenza della emergenza sanitaria sarebbe stata una devastante crisi economica, soprattutto per gli operatori turistici e del commercio turistico.

Chiediamo al Governo che presti grande attenzione e sensibilità nella stesura del prossimo Decreto Legge affinché non vengano presi provvedimenti privi di buonsenso e che altri Paesi possono, forse, permettersi avendo previsto per il futuro ed avendo già predisposto nei mesi scorsi sostanziali interventi economici a favore delle imprese colpite dalla crisi economica; provvedimenti che, purtroppo, non han trovato attuazione nel nostro Paese per la completa mancanza di disponibilità economiche. O arrivano a stretto giro ristori ed incentivi o è la fine. Con tutto quel che significa: a cominciare dal rischio che la protesta sfoci in un grave tensione sociale.

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